{"id":1168,"date":"2019-03-27T17:48:45","date_gmt":"2019-03-27T16:48:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/?p=1168"},"modified":"2019-03-27T17:49:55","modified_gmt":"2019-03-27T16:49:55","slug":"condominio-parcheggiare-nel-cortile-condominiale-fuori-dai-posti-auto-costituisce-un-abuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/?p=1168","title":{"rendered":"Condominio: parcheggiare nel cortile condominiale fuori dai posti auto costituisce un abuso."},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\">Come reagire alla prepotenza di un condomino che parcheggia la propria automobile nel piazzale condominiale fuori dai posti auto? Si tratta in effetti di condotta illecita o \u00e8 semplice maleducazione?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\">Il codice civile, all\u2019art. 1102 (Uso della cosa comune), cos\u00ec dispone: <i>\u201cCiascun partecipante pu\u00f2 servirsi della cosa comune (nel caso in esame, del piazzale condominiale), <\/i><i><b>purch\u00e9<\/b><\/i><i> non ne alteri la destinazione e <\/i><i><b>non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto<\/b><\/i><i> (&#8230;)\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\">Dunque, il piazzale, proprio come ogni altro bene condominiale, \u00e8 di propriet\u00e0 di tutti i condomini (seppur <i>pro quota<\/i>), e tutti possono utilizzarlo. Tuttavia l\u2019uso che ciascun condomino potr\u00e0 farne dovr\u00e0 essere tale da non escludere gli altri condomini dal diritto di utilizzare il medesimo piazzale allo stesso modo.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\">Martin Luther King amava utilizzare (ovviamente parlando di esercizio delle libert\u00e0 fondamentali e non di uso dei beni condominiali!) una formula che pu\u00f2 tornarci utile per comprendere con chiarezza il significato della norma in esame. La famosa frase \u00e8 la seguente: <i>\u201cla mia libert\u00e0 finisce dove inizia <\/i><i>la vostra<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Secondo la Suprema Corte \u2013 come vedrete nella sentenza in commento \u2013 la condotta del condomino, consistente nella stabile occupazione di una porzione del cortile comune mediante il parcheggio per lunghi periodi di tempo del proprio veicolo <b>configura un abuso<\/b>, poich\u00e9 impedisce agli altri condomini di partecipare all&#8217;utilizzo dello spazio comune, ostacolandone il libero e pacifico godimento.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Gli altri condomini potranno quindi citare in giudizio il condomino che abbia posto in essere le condotte abusive al fine di ottenere da parte dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria (\u00e8 competente il Giudice di pace, secondo l\u2019art. 7 del codice di procedura civile) che il condomino sia condannato a cessare le condotte abusive ed a risarcire il danno.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Estratto da:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><strong><i><b>Cassazione civile sez. VI, 18\/03\/2019, n.7618<\/b><\/i><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><strong><i>(&#8230;)<\/i><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Va ritenuto che la ca<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>usa intentata da <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>X<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, volta, fra l&#8217;altro, all&#8217;eliminazione della situazione antigiuridica posta in essere dai convenuti con l&#8217;uso illegittimo del cortile condominiale, che ostacolava l&#8217;accesso all&#8217;immobile di sua propriet\u00e0, fosse finalizzata a conseguire sia la rimozione della situazione lesiva posta in essere dal <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Y<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i> e dalla <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Z<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, sia la inibizione degli stessi (ovvero l&#8217;ordine di astenersi in futuro dal ripetere tali atti lesivi), sia il risarcimento dei danni subiti alla pienezza e libert\u00e0 del proprio godimento. I giudici di merito hanno accertato in fatto, con apprezzamento loro spettante e sindacabile in sede di legittimit\u00e0 solo nei limiti di cui all&#8217;<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>art. 360 c.p.c.<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, comma 1, n. 5, che la sosta dei mezzi meccanici nel cortile comune antistante la propriet\u00e0 T. ne pregiudichi la transitabilit\u00e0, s\u00ec da impedire od ostacolare l&#8217;accesso all&#8217;unit\u00e0 immobiliare del singolo condomino, con correlata violazione del principio stabilito dall&#8217;<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>art. 1102 c.c.<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>La decisione del Tribunale di Napoli \u00e8 conforme all&#8217;interpretazione di questa Corte, secondo cui l&#8217;uso della cosa comune da parte di ciascun condomino \u00e8 soggetto, ai sensi dell&#8217;<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>art. 1102 c.c.<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, al duplice divieto di alterarne la destinazione e di impedire agli altri partecipanti di fare parimenti uso della cosa stessa secondo il loro diritto. Pertanto, deve ritenersi che la condotta del condomino, consistente nella stabile occupazione &#8211; mediante il parcheggio per lunghi periodi di tempo della propria autovettura &#8211; di una porzione del cortile comune, configuri un abuso, poich<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>\u00e9<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i> impedisce agli altri condomini di partecipare all&#8217;utilizzo dello spazio comune, ostacolandone il libero e pacifico godimento ed alterando l&#8217;equilibrio tra le concorrenti ed analoghe facolt\u00e0 (<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Cass. Sez. 2, 24\/02\/2004, n. 3640<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>).<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>Il ricorso attribuisce alla sentenza impugnata l&#8217;errore di aver sommato i periodi di sosta riferibili ai due convenuti, ma questo ragionamento non trova riscontro nella motivazione del Tribunale di Napoli. Si insiste poi dal ricorrente sul fatto che le sue soste fossero saltuarie e durassero pochi minuti, ma ci\u00f2 vale ad invocare inammissibilmente dalla Corte di cassazione un diverso apprezzamento di fatto rispetto a quello compiuto dal giudice di merito, operazione che suppone un accesso diretto agli atti e una loro delibazione, non consentita in sede di legittimit\u00e0.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>E&#8217; poi decisivo osservare che l&#8217;<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>art. 1102 c.c.<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, sull&#8217;uso della cosa comune da parte di ciascun partecipante alla comunione, non pone alcun margine minimo di tempo e di spazio per l&#8217;operativit\u00e0 delle limitazioni del predetto uso, sicch<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>\u00e9<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i> pu\u00f2 costituire abuso anche l&#8217;occupazione per pochi minuti di una porzione del cortile comune, ove comunque impedisca agli altri condomini di partecipare al godimento dello spazio oggetto di compropriet\u00e0 (Cass. Sez. 2, 07\/07\/1978, n. 3400).<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>Il ricorso va perci\u00f2 rigettato e le spese del giudizio di cassazione, liquidate in dispositivo, vengono regolate secondo soccombenza in favore del controricorrente T.P..<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>Non occorre provvedere al riguardo per l&#8217;altra intimata XX, che non ha svolto attivit\u00e0 difensive.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Sussistono le condizioni per dare atto &#8211; ai sensi della <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1,<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i> comma 17, che ha aggiunto al testo unico di cui al <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13,<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i> il comma 1 &#8211; quater &#8211; dell&#8217;obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell&#8217;ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l&#8217;impugnazione rigettata. <\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>P.Q.M.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente a rimborsare al controricorrente X le spese sostenute nel giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Ai sensi del <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, comma 1 &#8211; quater, inserito dalla <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>L. n. 228 del 2012, art. 1<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span lang=\"it-IT\"><i>, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell&#8217;ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 &#8211; bis.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>Cos\u00ec deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6 &#8211; 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 10 gennaio 2019.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif; color: #000000; font-size: 14pt;\"><i>Depositato in Cancelleria il 18 marzo 2019 <\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come reagire alla prepotenza di un condomino che parcheggia la <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1171,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6],"tags":[36,16,31,37],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1168"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1168"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1170,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions\/1170"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1171"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvocatopallanch.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}